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Dell’immagine, dello stesso autore di Star, è una raccolta di saggi sulla rappresentazione, apparsi su riviste come Sight and Sound, Screen, Film Form, Jump Cut o in volumi collettanei di altri autori; contributi molto vari per argomento, stile, tono, lunghezza e di sicuro interesse che illustrano il modo in cui sono rappresentati al cinema - e quindi percepiti dal pubblico - tanto i gruppi dominanti (uomini, bianchi, eterosessuali),
quanto quelli marginalizzati (donne, gay, neri) o esplorano immagini apparentemente neutre nelle loro radici e implicazioni sociali (serial killer, star...).
Il principio espresso da Dyer è che non esistono immagini neutre, e che la loro costruzione va compresa attraverso l'analisi. Il metodo reltivo alla loro disamina è certificato dal modo in cui l'autore insegna a guardare, cioè a interrogarsi su ciò che caratterizza la rappresentazione dei gruppi sociali attraverso il film, la cultura e il modo di produzione che l'ha generato. Così appare
esemplare non solo la lettura di singole opere cinematografiche (anche se la lettura di Papillon è particolarmente suggestiva) o di generi (Omosessualità e film noir), ma anche dei fenomeni divistici. [...] Dyer, guardando le immagini cinematografiche dalla prospettiva delle rappresentazioni che veicolano, apre nuovi orizzonti di analisi mettendo l'accento su aspetti
della cultura visiva che una moderna storia della visione non dovrebbe ignorare.
Cristina Jandelli, «Drammaturgia.it»
Dyer traccia un percorso attraverso la rappresentazione cinematografica e mediatica delle minoranze sociali, donne, neri e omosessuali in prima linea.
«Cineforum», n. 442, 2005
Sono di estremo interesse i saggi di Richard Dyer che analizzano le immagini dei gruppi dominanti e delle minoranze… La scrittura, scintillante e mai tediosamente accademica, rende piacevole l’approccio anche al lettore non specializzato.
«ttL tuttoLibri», 19 marzo 2005
L’intento – rispettato – dell’autore, è di correlare tali rappresentazioni al loro contesto storico-culturale in modo che l’analisi risulti più pregnante.
«Segnocinema», n. 132, 2005
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