"Harold Lloyd" - clicca per ingrandire

Alessandro Faccioli

Harold Lloyd. L’officina della risata.

 

2005, Torino: Edizioni Kaplan.

152 pp., isbn 88-901231-4-1, € 15,00.

 

 

Il ritratto di Harold Lloyd in copertina

è opera di Roberto Beda

 

Alessandro Faccioli, giovane studioso dell’Università di Padova, ha scritto un libro sul cinema e sulla figura di Harold Lloyd, il terzo dei grandi comici americani degli anni Venti, accanto a Charlie Chaplin e a Buster Keaton.

Frutto di una passione decennale, il lavoro di Faccioli è il primo approfondito studio dedicato a Lloyd apparso in lingua italiana.

 

 

È il terzo genio del cinema comico americano dopo Chaplin e Keaton, afferma Kevin Brownlow, e l’autore di questo libro condivide. […]Il libro tiene giustamente in grande considerazione il contributo dato a Lloyd dai collaboratori, responsabili di un gioco di squadra illuminato. [Del comico] si mettono in rilievo la presenza fisica, il dinamismo, la gestualità, le caratteristiche delle sue gag (personalizzate), nonché la continua sperimentazione. Conclude la fitta filmografia e una bibliografia selezionata.

«Cineforum»

 

Non si differenziava molto, Harold, dal giovanotto medio dell’America rampante d’inizio secolo. Niente giacchette strette o bastoncini in mano. E nemmeno i ridicoli mustacchi o le ingombranti barbe finte che abbondavano nei film di Mack Sennett. Il suo abbigliamento ostentava normalità. Giacca e cravatta. E paglietta in testa. Ma sul naso, sul pallido fondale di un viso ancora da clown bianco, svettava un robusto paio di occhiali tondi di tartaruga, un po’ più grandi del normale. […] E quegli occhiali diventeranno il suo marchio di fabbrica. […] Alessandro Faccioli ha dedicato un bel libro a Harold Lloyd […], minuziosamente ricostruendo la parabola di uno dei grandi dimenticati di quel cinema lirico e sovversivo, perfetto meccanismo retto da personaggi disposti – per amore – a scalare persino un intero grattacielo, magari anche solo posticcio.

Giuseppe Dierna, «La Repubblica»

 

…affronta con sapiente sistematicità l’opera del terzo grande del cinema comico americano.

La vita e le opere sono esposte con precisione e snellezza: la lettura risulta così gradita sia a chi già conosce Lloyd sia a chi ha voglia di avvicinarsi a lui.

«Segnocinema», n.136, 2005

 

Il saggio si raccomanda per la scrittura, che qualche tecnicismo accademico non rende meno limpida. Ed è esemplare la fusione di biografia, descrizione e analisi: capace di far rivivere anche per il lettore ignaro scene celebri come quella di Lloyd appeso alle lancette dell’orologio di un grattacielo…

«Corriere della Sera», 18 luglio 2005

 

…il libro tiene giustamente in grande considerazione il contributo dato a Lloyd dai collaboratori, responsabili di un gioco di squadra illuminato.

«Cineforum», n. 450, 2005

 

....nel bel libro che Alessandro Faccioli ha dedicato ad Harold Lloyd... con puntigliosità e divertimento, minuziosamene ricostruendo la parabola di uno dei grandi dimenticati di quel cinema lirico e sovversivo...

«la Repubblica», 17 marzo 2006

 

 

 

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