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Laurent Jullier

Il cinema postmoderno.

 

2006, Torino: Edizioni Kaplan.

pp. 176, isbn 88- 89908-08-4, € 16,00

 

A dieci anni dalla sua uscita, questo testo risulta ancora fondamentale, anche  in rapporto alla massa di posizioni, analisi, studi sul cinema postmoderno che spesso non sembrano trovare un luogo di sintesi da cui partire per approfondimenti particolari. Con questo libro Jullier pone le fondamenta ed edifica una teoria e un’estetica del cinema postmoderno da cui non si può prescindere."

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Ecco il cinema postmoderno, un universo linguistico che […] ci appare un mondo funny, spensierato e giocoso, caratterizzato da un approccio molto libero a vari livelli nei quali si articola l’estetica delle modalità di rappresentazione cinematografica.

Dal tono, a metà strada tra l’ironico e il burlesco, al rapporto con la tradizione di un secolo di cinema che, pur in tutto il suo peso sembra, per contro, aver scatenato una profonda irriverenza e una gran voglia di mettere i baffi alle varie Gioconde della classicità e della modernità; un universo espressivo in cui la natura performativa, il Materazzi che si fa attore da decifrare negli occhi del pubblico-Barthez, è passaggio essenziale e chiave di lettura più feconda con la quale accostarsi a questa nuova e instabile atmosfera del cinema.

L’analisi di questo oggetto è resa in tutta la sua orizzontale complessità nell’ultima pubblicazione italiana del Professor Laurent Jullier, ordinario di Estetica alla Sorbonne di Parigi, dal titolo Il cinema postmoderno. Titolo ovvio per un saggio che di ovvio ha ben poco, considerando la levatura accademica dell’autore: Il cinema postmoderno risulta non soltanto un libro accessibile a varie tipologie di pubblico, finanche lettori più o meno occasionali (anche se un’infarinatura di teoria del cinema è sempre uno strumento in più per un accesso più fecondo), ma anche un libro leggero, dalla confortante verbosità, finanche ciarliero, quando l’autore si lascia andare a lazzi e "cadute di tono". Basti la metafora calcistica, che tradisce leggerezza nell’eloquio, ma soprattutto l’intento divulgativo, romanzesco, nel tentativo di esibire nozioni di natura teorica attraverso un linguaggio ordinario e spigliato.

Simone Moraldi - «Cinemavvenire.it»

 

Trattazione intelligente e stimolante quella dell'autore, che dopo aver fornito le coordinate del concetto di postmodernità offre un agile excursus su questa tipologia di cinema squisitamente contemporanea. [...] Caldamente consigliato, dunque, questo volume, utile per la comprensione delle tendenze del cinema contemporaneo e forte di una scrittura non esclusivamente rivolta ai soli addetti ai lavori.

Marco Bertolino, «Mucchio Selvaggio» n.633

 

In sei capitoli Jullier analizza tutti gli aspetti del dispositivo cinematografico, da quelli tecnologici (con particolare riferimento al digitale e al virtuale) a quelli estetici, insistendo soprattutto sulla dimensione ludica e immersiva dello spettacolo, per chiudere con una serie di analisi dettagliate. E nelle padelline del dopo partita, l’arbitro si aggiudica un bel dieci: quello di Jullier è uno dei migliori libri mai scritti sul postmoderno.

Luca Malvasi, «Rivista del Cinematografo»

 

Il taglio del […] saggio è accademico, anche se non privo di umorismo, come l’introduzione che spiega classicità, modernità e postmoderno con la metafora di Materazzi che tira un rigore e inganna il portiere.

Alberto Pezzotta

 

 

 

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