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Alessandro Amaducci e Simone Arcagni |
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Il volume si divide in due parti: la prima, a cura di Simone Arcagni, partendo dalla tesi che alla base della musica pop si debba vedere l'immagine in movimento, analizza le forme di pre-video musicale ed evidenzia il portato dell'estetica che il music video ha imposto anche al cinema. Clicca qui per scaricare l'indice del volume in formato PDF
«Che le forme audiovisive che commentano, accompagnano e dialogano con i brani di musica pop – i music video: guai a chiamarli “solo” videoclip! – siano uno dei prodotti più interessanti della contemporaneità ormai sono in pochi a dubitarlo. Simone Arcagni e Alessandro Amaducci affrontano la questione con attenzione, profondità e una rara immediatezza, in un libro che si fa leggere con la rapidità e la partecipazione di quei famosi “quindici minuti” che Warhol prometteva a chiunque: in fatto di musica e celebrità. La loro, i due autori se la dividono in base alle specifiche competenze: Arcagni, che è uomo e critico di cinema, prepara il terreno nella prima parte, tracciando una storia fenomenologica del music video, che si concentra soprattutto sui confini – con il cinema essenzialmente, ma anche con la cultura pop e postmoderna. […] Amaducci, che è studioso e performer di videoarte, si occupa invece delle relazioni tra music video e arte contemporanea, con un’esauriente rassegna di debiti, prestiti e ibridazioni: tra nomi noti e notissimi – Robert Cahen, Nam June Paik, il duo Cunninham-Gondry – e piccole scoperte – almeno per i non addetti ai lavori –, si parla di videoarte, videodanza, musica elettronica e forme sperimentali». «C’è molto interesse storico e critico, di questi tempi, nei confronti del clip, come dimostrano le tante uscite in libreria. La coppia di autori in questione non si è sottratta al compito e ci regala un bel volume dove l’intento filologico si sposa a una trattazione leggibile e ricca anche di annotazioni curiose e interessanti sotto il profilo tecnico-artistico, secondo un preciso ordine cronologico. Utili anche le parti aggiuntive, che vedono bibliografia, videografia, indice dei nomi e delle opere». «Alessandro Amaducci e Simone Arcagni analizzano il videoclip di Like a Virgin di Madonna come paradigma di un immaginario citazionista da un lato e di una nuova concezione di spettacolo dall’altro. La videomusic, fondendo musica e immagini, realizza peraltro una delle condizioni del cinema postmoderno secondo Jullier, ossia il «bagno di sensazioni», dove “sentire” conta più che seguire un racconto tradizionale. […] Il libro è una sintesi storica che mette ordine nelle mille ramificazioni che vanno dal film-concerto anni Settanta alla videoarte e ai clip di Gondry». |
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