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Giulia Carluccio (a cura di)
Otto Preminger, regista
Generi, stile, storie


2009, Torino, Edizioni Kaplan
pp. 376, 47 immagini in b/n
ISBN: 978-88-89908-36-5, € 28,00


«Il volume [...] si presenta come un parziale e aperto tentativo di studio di un regista ancora poco studiato in Italia [...] e recentemente oggetto di nuova attenzione [...]. Certo, sono invece numerosi i contributi dedicati a singoli film (Vertigine su tutti), o a singoli aspetti o generi (il noir, le sfide alla censura soprattutto), ma la sfida di ricostruire il percorso premingeriano nel suo complesso, in una prospettiva non solo biografica, ma anche critica e analitica, appare ancora estremamente affascinante e ardua.
Classico o moderno? Oggettivo o fantastico? Teatrale o cinematografico? L’uno e l’altro insieme, in trentasette film e diverse modalità produttive e rappresentative, nel contesto di cinquant’anni di storie e Storia, come si diceva?»
Giulia Carluccio

Con i contributi di: Giaime Alonge, Alberto Boschi, Vincenzo Buccheri, Roberto Calabretto, Dario Cecchetti, Jacopo Chessa, Maurizio Del Ministro, Mary Ann Doane, Olivier Eyquem, Franco Fabbri, Chris Fujiwara, Leonardo Gandini, Giacomo Manzoli, Roy Menarini, Mariapaola Pierini, Francesco Pitassio, Veronica Pravadelli, Gianni Rondolino, Patrick Saffar, Marco Senaldi, Micaela Veronesi, Gianni Volpi.

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«[...] Per scoprire i segreti di un cineasta sopraffino e sottovalutato, esce oggi un volume a cura di Giulia Carluccio, Otto Preminger, regista che attraverso una serie di saggi non solo gli rende giustizia, ma ricorda come il cinema classico sia un puzzle armonioso di elementi (musica, immagine, recitazioni...) da valutare nel loro insieme. Tra gli interventi contenuti nel libro, uno sui noir dell’autore (ricordate il meraviglioso Laura?) di Vincenzo Buccheri, una disanima delle “dipendenze” dei personaggi premingeriani a cura di Roy Menarini, il côté letterario analizzato da Giacomo Manzoli, un ricordo degli esordi austriaci di Francesco Pitassio e molto altro. Autore di titoli memorabili come Anatomia di un omicidio e La magnifica preda, Preminger fu molte cose (uomo attento alle psicologie femminili, per esempio) ma soprattutto una: un artista completo, mitteleuropeo nel suo progressismo, molto americano nello stile».
Mauro Gervasini, «Film Tv», anno XVII, n. 37, 20 settembre 2009

«Parlare oggi di Otto Preminger non può che far bene, soprattutto pensando che il tempo che passa non gli rende giusta memoria, e questo è un peccato, perché la sua figura è rispondente a come sintetizza egregiamente la curatrice Giulia Carluccio, "Il cinema di Otto Preminger: cinquant'anni di regia, da Vienna a Hollywood, tra generi, stile, storie (e Storia)". Articolato in sette capitoli, raccoglie i contributi di oltre venti valenti critici, per chiudersi con una completissima filmografia e un'altrettanto esaustiva bibliografia. Il volume trae origine dal Convegno di studi su Preminger tenutosi a Torino nel 2007».
«Segnocinema», n.161/2010