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Anton Giulio Mancino
Il processo della verità
Le radici del film politico-indiziario italiano


2008, Torino, Edizioni Kaplan
pp. 328, ISBN: 978-88-89908-22-8, € 20,00

 

Questo libro non è sul cinema italiano cosiddetto “politico”, ma sui film italiani qui definiti “politico-indiziari”, nei quali l'autore cinematografico trasferisce allo spettatore dubbi o perplessità sulle verità politiche ufficiali e istituzionalizzate. Verità controverse, sottratte, dal secondo dopoguerra a oggi, alla conoscenza di tutti, a partire da La terra trema, uno dei massimi capolavori del neorealismo, che sarebbe dovuto essere un film sulla strage del primo maggio del 1947 a Portella della Ginestra, il primo di una lunga serie. Creando una relazione proficua tra cinema e diritto, il film politico-indiziario invita lo spettatore accorto a spingersi oltre l'evidenza per smascherare l'occultamento istituzionalizzato della matrice politica dei fatti e far emergere la verità. Perché, come affermava Carnelutti, noto giurista e avvocato, «soltanto la verità può operare il miracolo di salvare la libertà del cineasta e, insieme, la libertà dello spettatore».

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«[...] In un documentatissimo libro sul cinema politico-indiziario, Il processo della verità [...], lo studioso Anton Giulio Mancino avanza un'ipotesi che va ben oltre la storia invero complicata de La terra trema per delineare un quadro di intese, compromessi e mascheramenti che forse solo dopo tanti anni è oggi possibile conoscere. In estrema sintesi: d'accordo con i vertici del Pci, il film sui pescatori fu un "ripiego produttivo" - ancorché venuto fuori in modo stupendo - rispetto a un progetto che per una serie di ragioni di opportunità politica non poteva più essere realizzato. Detta altrimenti: la suggestione sui pescatori di Aci Trezza, che peraltro affascinava Visconti, finì dunque per surrogare, in corsa, l'episodio della terra e della strage. I rischi di attizzare forze allora potenti e pericolose era con tutta evidenza enorme.
L'ipotesi del professor Mancino si basa su un dato finanziario e sull'entrata in scena di personaggi che con l'ambiente di Visconti e del Pci non c'entrano nulla, anzi. [...]
Il personaggio che figurerà ufficialmente come il salvatore de La terra trema [...] è il produttore Salvo D'Angelo [...] dietro cui tuttavia si avverte un mondo teoricamente ostile al Pci, eppure in pratica disponibile a un accordo politico che prende forma artistica. [...]
Così grosso modo, secondo il meticoloso studio di Mancino, si conclude la storia segreta, politica e cinematografica de La terra trema. [...] A riprova che tutto sempre torna, in Italia, e dopo tanti anni non sai mai se torna nel bene o nel male, nella politica o nell'arte, nella finzione, nella visione o nella realtà».
Filippo Ceccarelli, «La Domenica di Repubblica», 29 giugno 2008

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«[...] il libro di Mancino si occupa di tanti film, anche sostanzialmente diversi fra loro: non con schede ordinate su singoli titoli ma con un procedimento logico, per argomenti, per epoche, per eventi politici che determinano l'impegno di sceneggiatori e registi ad occuparsene. È un affondo serio nella materia, con la citazione di ampi brani dei dialoghi oltre che l'esposizione dei temi trattati e l'atteggiamento assunto nel trattarli; e senza mai dimenticare che il soggetto è il cinema».
«Cineforum», n.482

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