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Anton Giulio Mancino |
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Questo libro non è sul cinema italiano cosiddetto “politico”, ma sui film italiani qui definiti “politico-indiziari”, nei quali l'autore cinematografico trasferisce allo spettatore dubbi o perplessità sulle verità politiche ufficiali e istituzionalizzate. Verità controverse, sottratte, dal secondo dopoguerra a oggi, alla conoscenza di tutti, a partire da La terra trema, uno dei massimi capolavori del neorealismo, che sarebbe dovuto essere un film sulla strage del primo maggio del 1947 a Portella della Ginestra, il primo di una lunga serie. Creando una relazione proficua tra cinema e diritto, il film politico-indiziario invita lo spettatore accorto a spingersi oltre l'evidenza per smascherare l'occultamento istituzionalizzato della matrice politica dei fatti e far emergere la verità. Perché, come affermava Carnelutti, noto giurista e avvocato, «soltanto la verità può operare il miracolo di salvare la libertà del cineasta e, insieme, la libertà dello spettatore». Clicca qui per scaricare l'introduzione del volume in formato PDF «[...] In un documentatissimo libro sul cinema politico-indiziario, Il processo della verità [...], lo studioso Anton Giulio Mancino avanza un'ipotesi che va ben oltre la storia invero complicata de La terra trema per delineare un quadro di intese, compromessi e mascheramenti che forse solo dopo tanti anni è oggi possibile conoscere. In estrema sintesi: d'accordo con i vertici del Pci, il film sui pescatori fu un "ripiego produttivo" - ancorché venuto fuori in modo stupendo - rispetto a un progetto che per una serie di ragioni di opportunità politica non poteva più essere realizzato. Detta altrimenti: la suggestione sui pescatori di Aci Trezza, che peraltro affascinava Visconti, finì dunque per surrogare, in corsa, l'episodio della terra e della strage. I rischi di attizzare forze allora potenti e pericolose era con tutta evidenza enorme. Clicca qui per leggere il testo integrale della recensione del volume su «La Domenica di Repubblica» «[...] il libro di Mancino si occupa di tanti film, anche sostanzialmente diversi fra loro: non con schede ordinate su singoli titoli ma con un procedimento logico, per argomenti, per epoche, per eventi politici che determinano l'impegno di sceneggiatori e registi ad occuparsene. È un affondo serio nella materia, con la citazione di ampi brani dei dialoghi oltre che l'esposizione dei temi trattati e l'atteggiamento assunto nel trattarli; e senza mai dimenticare che il soggetto è il cinema». Clicca qui per leggere il testo integrale della recensione del volume su «Cineforum» |
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