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James Naremore
Su Kubrick

2009, Torino, Edizioni Kaplan
pp. 256, 67 immagini in b/n
ISBN: 978-88-89908-40-2, € 24,00

Premio Limina / Libri di cinema
Miglior traduzione in lingua italiana 2010


Su Kubrick presenta informazioni inedite sul contesto culturale e sulla storia produttiva dei film di Kubrick, e offre una nuova interpretazione delle sue opere.
Naremore legge il percorso artistico del regista del Bronx alla luce dell’estetica del grottesco: privilegiando la satira e l’ironia a scapito del sentimento, usando forme estreme di caricatura e di commedia nera, Kubrick crea, da Fear and Desire a Eyes Wide Shut, immagini disgustose, terrificanti e ridicole del corpo umano che mettono a disagio lo spettatore, smarrito in una situazione di incertezza e disorientamento.
Naremore presenta inoltre una riflessione su A. I. Intelligenza artificiale, un progetto di Kubrick diretto nel 2001 da Steven Spielberg, che evidenzia il problema dell’affezione emotiva e il tema della morte – dell’umanità e di un periodo della storia del cinema.

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«Stanley Kubrick osservato attraverso la particolare lente della sua estetica del grottesco. Una piccola casa editrice torinese, la Kaplan, pubblica l'edizione italiana del saggio del critico James Naremore che ripercorre la carriera dell'autore di "Arancia meccanica" proponendo parecchio materiale inedito sul contesto culturale e sulla storia dei suoi film, con un capitolo conclusivo dedicato ad "AI Intelligenza Artificiale", il progetto kubrickiano diretto nel 2001 da Steven Spielberg».
r.t., «la Repubblica - Torino», 2 gennaio 2010

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«Con Su Kubrick Naremore ci porta a conoscere in modo compiuto vita e opere di uno dei più grandi ed esclusivi registi della cinematografia mondiale. A suo modo, Kubrick è stato un precursore e un innovatore del fare cinema e del presentare al pubblico opere ormai scolpite nella storia del mondo della pellicola. Come Orson Welles e Alfred Hitchcock, tanto per ricordare alcuni “grandissimi”, Stanley Kubrick con i suoi film ha dato un'impronta indelebile all'intera cinematografia.
[...] Considerato un “modernista”, Kubrick è soprattutto riuscito a descrivere in modo mirabile (forse il più incisivo fra i registi americani) fatti e drammi di storia recente o, comunque, eventi di generale interesse e di profondo significato umano. Ne sono testimoni film, per alcuni dei quali ne ha curato la sceneggiatura, come I marinai, Paura e desiderio, Il bacio dell’assassino, Rapina a mano armata, Orizzonti di gloria (tutte opere degli anni Cinquanta), cui sono seguiti Spartacus, Lolita, il già citato Stranamore, fino a giungere a veri e propri film cult quali 2001: Odissea nello spazio, Arancia meccanica, Shining, Full Metal Jacket, Eyes Wide Shut. Nel 2001, a due anni dalla morte di Kubrick avvenuta nel 1999, è uscito Intelligenza artificiale, con la sceneggiatura di Steven Spielberg tratta dal racconto di Brian Aldiss ma su progetto dello stesso Kubrick.
[...] Nel suo saggio, Naremore percorre non solo l’attività multiforme del regista del Bronx, ma anche il contesto storico-culturale di un’America tutta da scoprire e piena di quei contrasti di diversa natura: in particolare politico-sociali ed economici che proprio i film di Kubrick ci portano a conoscere e a individuarne i contenuti e gli attori (intesi come personaggi nel reale) che hanno dato vita a quel periodo.
[...] Il presente volume, ricco peraltro di illustrazioni, di richiami bibliografici e di indici di personaggi e film citati nel testo, è impreziosito da una traduzione dall’inglese scorrevole e limpida [...]».
Mario Barbero, «literary», n.8/2010

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